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FadlAllah (il Dono di Allah)

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

O voi che credete, se qualcuno di voi rinnegherà la sua religione, Allah susciterà una comunità che Lui amerà e che Lo amerà, umile con i credenti e fiera con i miscredenti, che lotterà per la causa di Allah e che non teme il biasimo di nessuno. Questo è il Dono di Allah, ed Egli lo concede a chi vuole. Allah è Immenso, Sapiente...
(Corano V. Al-Mâ'ida, 54)


Ma'a-s-salāma…
postato il 18/04/2007 alle 20:58 da FadlAllah
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Assalamu 'alaykum waRahmatullahi Ta'ala waBarakatuHu…

Il nostro blogghetto si è trasferito:

 

http://ummusama.splinder.com

 


Il Matrimonio Misto
postato il 17/03/2007 alle 16:31 da FadlAllah
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Bism-Illah-ir-Rahman-ir-Rahim

Il Matrimonio di un Musulmano con una Politeista

 

Gli Ulamâ' sono concordi nel considerare illecito (harâm) il matrimonio di un Musulmano con una donna idolatra, un'atea, una donna che abbia apostatato dall'Islâm, colei che adori le vacche o creda alla dottrina di poter fare qualsiasi cosa, come l'esistenzialismo o altre dottrine atee.

 

Ciò è provato dalle Parole di Allah ('azza waJalla):

 

Non sposate le (donne) associatrici finché non avranno creduto, ché certamente una schiava credente è meglio di una associatrice, anche se questa vi piace. E non date spose agli associatori finché non avranno creduto, ché, certamente, uno schiavo credente è meglio di un associatore, anche se questi vi piace. Costoro vi invitano al Fuoco, mentre Allah, per Sua Grazia, vi invita al Paradiso e al perdono… (Corano II. Al-Baqara, 221)

 

La causa per cui questo versetto fu rivelato:

 

1. Muqâtil disse: Questo versetto fu rivelato a causa di Marthad ibn Abi Marthad al-Ghanawî, oppure Marthad ibn Abi Marthad, e il suo nome è Kannaz ibn Hasin al-Ghanawî.

 

Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) l'aveva inviato in segreto a Makkah perché aiutasse uno dei Sahâbah ad emigrare. Marthad (che Allah sia soddisfatto di lui) aveva conosciuto prima dell'Islâm una donna a Makkah che aveva amato, di nome 'Anaq. Al suo arrivo a Makkah, quest'ultima venne a donarglisi, ma egli le spiegò che l'Islâm proibiva tutte le pratiche preislamiche. Allora ella gli chiese di sposarla. Egli rispose: "Non prima di aver chiesto l'autorizzazione del Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam)".

 

Quando vide il Messaggero di Allah (che Allah gli accordi la Grazia e la Pace), gli chiese il permesso, ma il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) gli proibì tale matrimonio, poiché egli era Musulmano e la donna politeista.

 

As-Suddî riportò da Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) che questo versetto fu rivelato da 'Abdullah ibn Rawâha (radiAllahu 'anhu), che aveva una schiava nera che aveva provocato la sua collera; allora la schiaffeggiò. Poi ebbe rimorso per il suo gesto, e raccontò la storia al Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam), che gli chiese: "E com'è (questa donna), oh 'Abdullah?". Egli rispose: "Digiuna, oh Messaggero di Allah, e prega. Compie le abluzioni in modo perfetto e testimonia che non vi è divinità al di fuori di Allah e che tu sei il Suo Messaggero". "Ma, 'Abdullah! Ella è credente!" gli disse il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam). 'Abdullah concluse: "Per Colui Che ti ha inviato con la Verità, l'affrancherò e la sposerò", e fece così.

 

Qualcuno allora lo accusò di aver sposato una schiava. Essi infatti preferivano sposare e far sposare i loro figli con le politeiste a causa della loro discendenza, allora Allah (subhânaHu waTa'ala) rivelò:

 

Non sposate le (donne) associatrici finché non avranno creduto… (Corano II. Al-Baqara, 221)

 

In Al-Mughni: "Per ciò che riguarda tutti gli atei, al di fuori della Gente della Scrittura - ossia coloro che adorano gli idoli, gli alberi, le pietre e gli animali - gli Ulamâ' sono concordi nel considerare le loro donne e il loro cibo illeciti. Colei che rinunci alla propria religione è illecita per i credenti, di qualsiasi religione si tratti".

 

 

Il Matrimonio con delle Donne appartenenti alla Gente della Scrittura

 

È permesso al Musulmano sposare una donna libera della Gente della Scrittura, a causa delle Parole di Allah l'Altissimo:

 

Oggi vi sono permesse le cose buone e vi è lecito anche il cibo di coloro ai quali è stata data la Scrittura, e il vostro cibo è lecito a loro. (Vi sono inoltre lecite) le donne credenti e caste, le donne caste di quelli a cui fu data la Scrittura prima di voi, versando il dono nuziale – sposandole, non come debosciati libertini!... (Corano V. Al-Mâ'ida, 5)

 

Ibn Mundhir commentò: "Nessuno dei Sahâbah (che Allah si compiaccia di tutti loro) dichiarò illecito questo genere di matrimonio".

 

'Umar ibn al-Khattâb (radiAllahu 'anhu) rispondeva, quando gli veniva chiesto un parere riguardo al matrimonio con una giudea o una cristiana: "Allah ('azza waJalla) ha reso illecito il matrimonio dei credenti con le politeiste. E non conosco del politeismo una cosa più grave di una donna che creda che il suo Signore sia 'Îsâ (Gesù, pace su di lui e su sua madre), o un altro uomo tra le creature di Allah".

 

Qurtubî riportò da Nahâs: La risposta di 'Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) è in contrasto con le dichiarazioni degli Ulamâ' su cui ci basiamo e che sono provate, poiché i Sahâbah (radiAllahu 'anhum) e i Tabi'în (successori dei Sahâbah) permisero il matrimonio con le donne della Gente del Libro; tra loro citiamo: 'Uthmân, Talha, Ibn 'Abbâs, Jâbir e Hudhayfa (radiAllahu 'anhum); tra i Pii Predecessori (Salaf): Sa'id ibn Musayyib Sa'id ibn Jubayr, Hasan, Mujâhid, 'Ikrima, Shu'abî, Ad-Dahak e tutti gli Ulamâ' di tutti i paesi.

 

Non vi è contraddizione tra i due versetti, perché il senso del termine "politeismo" non comprende (tutta) la Gente del Libro, per via delle Parole di Allah l'Altissimo:

 

I miscredenti fra la Gente della Scrittura e gli associatori non cesseranno, finché non giunga loro la Prova Evidente (Corano XCVIII. Al-Bayyina, 1)

 

'Uthmân (che Allah sia soddisfatto di lui) si sposò con Na'ila bint Farafisa Kalbiyyah, che era cristiana e si convertì all'Islâm a casa sua.

 

Hudhayfa (radiAllahu 'anhu) sposò anche un'ebrea della città persiana di al-Madayn.

 

A Jâbir (radiAllahu 'anhu) venne chiesto a proposito del matrimonio con le ebree e le cristiane, e rispose: "Le sposammo all'epoca delle conquiste con Sa'd ibn Abi Waqqâs".

 

L'abominio del matrimonio con loro

 

Questo tipo di matrimonio, benché permesso, è abominevole.

Poiché non è assicurato che l'uomo inclini verso sua moglie, ella lo seduca e sconvolga il suo spirito e lo allontani dalla sua religione, conducendolo addirittura ad abbracciare la sua…

Se non risiedono in un Paese Islamico, l'abominio è maggiore, poiché questo genere di matrimonio fornisce una possibilità ai miscredenti di regnare sui Musulmani e moltiplicare il numero dei combattenti miscredenti. Qualche Sapiente ritiene addirittura che il matrimonio del Musulmano con una non-musulmana, se non siano residenti in un Paese Islamico, sia illecito.

 

Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu), quando qualcuno gli chiese un'opinione in proposito, lo dichiarò illecito citando come prova il versetto in cui Allah 'Altissimo dice:

 

Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la Gente della Scrittura, che non scelgano la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati (Corano IX. At-Tawba, 29)

 

Qurtubî riferì: Ibrâhîm an-Nakha'î sentì questa fatwâ e la condivise.

 

La morale dell'autorizzazione a contrarre questo genere di matrimonio

 

L'Islâm ha autorizzato il matrimonio con le donne della Gente della Scrittura per abolire gli ostacoli tra i Musulmani e la gente degli altri Libri. Tramite i legami matrimoniali gli idividui si frequentano, le famiglie si avvicinano le une alle altre e aumentano le possibilità (per gli Ahlu-l-Kitâb) di studiare l'Islâm e conoscere i suoi principi e le sue leggi.

 

Si tratta dunque di un modo pratico di avvicinamento tra i Musulmani e la Gente della Scrittura; una propaganda per la Retta Via e la Religione della Verità.

 

Allora, chi desideri sposare una di queste donne deve prendere in considerazione questo scopo, e considerare l'Appello all'Islâm come l'obiettivo del suo matrimonio.

 

La differenza tra la politeista e la donna appartenente alla Gente della Scrittura

 

La politeista non possiede una religione che le proibisca il tradimento e le imponga la fedeltà e l'onestà, che le ordini di compiere il bene e le vieti di compiere le cattive azioni. Segue la sua natura, le abitudini ereditate dalla famiglia, le superstizioni dell'idolatria e le sue illusioni, può tradire il marito e rovinare la fede dei suoi figli.

 

Se l'uomo è schiavo della sua bellezza, ella può spingerlo alla perdizione seducendolo. Se, invece, egli si tiene alla larga dalla sua bellezza, aborrendo le intenzioni di lei, la moglie gli avvelenerà l'esistenza.

 

Ma non vi sono grandi differenze tra il Credente e la donna appartenente alla Gente della Scrittura; poiché ella crede in Dio, Lo adora, crede ai Profeti, all'Aldilà e al castigo; crede nel dovere di compiere il bene e al divieto di commettere il male.

La differenza essenziale tra i due sposi sarà dunque la fede nella Profezia di Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam).

Ma colui che abbia sinceramente fede nella Profezia in generale, nulla gli impedisce di credere alla Profezia dell'Ultimo Messaggero, se non l'ignoranza riguardo a ciò che Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) portò; dunque è una questione di tempo (prima che comprenda).

La donna potrebbe anche intestradirsi (nella propria religione) solo apparentemente, ma provando la vera fede nel fondo del cuore.

Per tutti questi motivi, si convincerà piano piano frequentando l'uomo la cui religione è più Vera, e la cui Legge è migliore. Il marito le racconterà la biografia e le parlerà della condotta di vita di colui che portò tale religione (sallAllahu 'alayhi waSallam), spiegandole come Allah l'Altissimo lo confermò coi suoi versetti chiari ed evidenti.

 

La sua fede dunque si consoliderà, il suo Islâm si relaizzerà e si compirà. Avrà così una doppia retribuzione se sarà tra le donne pie nell'Islâm (dopo essere stata tra le pie nella sua religione).

 

 

Il matrimonio di una Musulmana con un non-musulmano

 

Gli Ulamâ' sono concordi nel ritenere illecito che una Musulmana si sposi con un non musulmano, sia che si tratti di un politeista, sia che egli appartenga alla Gente della Scrittura; la prova è nelle Parole di Allah (subhânaHu waTa'ala):

 

O voi che credete, quando giungono a voi le credenti che sono emigrate, esaminatele; Allah ben conosce la loro fede. Se le riconoscerete credenti, non rimandatele ai miscredenti – esse non sono lecite per loro né essi sono loro leciti… (Corano LX. Al-Mumtahana, 10)

 

La morale insita in ciò è che l'uomo ha il diritto di comandare sua moglie, ella deve obbedire ai suoi ordini finché si tratti del bene, e ciò comporta il senso dell'autorità; ora, un ateo non può avere diritto d'autorità su un Musulmano o una Musulmana, così come dice Allah l'Altissimo:

 

…Allah non concederà mai ai miscredenti (alcun) mezzo per trionfare sui credenti (Corano IV. An-Nisâ', 141)

 

Un marito ateo non riconosce la religione della Musulmana, al contrario egli smentisce il suo Libro e il Messaggio del suo Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam).

 

Una famiglia non può avere una situazione stabile, né la vita comune può continuare a lungo tra due persone così lontane l'una dall'altra.

 

Al contrario, un marito Musulmano coniugato con una donna appartenente alla Gente della Scrittura riconosce la sua religione, e la sua fede nel Libro e nei Profeti in cui ella crede è una necessità propria della stessa dottrina Musulmana.

 

estratti dal Libro del Matrimonio

dal "Fiqhu-s-Sunnah"

(Le Regole della Legislazione Islamica

illuminate dalla Tradizione Profetica)

 

di Sayed Sabiq

  


Per il fratello Abu Omar…
postato il 17/03/2007 alle 16:29 da FadlAllah
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Non perdetevi d'animo, non vi affliggete:

se siete credenti avrete il sopravvento…

 (Corano III. Âl-'Imrân, 139)

 

 

 

ESTRADARE I 26 AGENTI DELLA CIA!

Firma, diffondi e fai firmare questa lettera al Ministro della Giustizia.....

 



Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

 

 

AL MINISTRO della GIUSTIZIA


Il 17 febbraio 2003 veniva rapito a Milano il cittadino egiziano Abu Omar. L’Imam venne successivamente trasferito in un carcere egiziano dove, in violazione dei piu’ elementari diritti dell’uomo, venne sottoposto a spietate torture affinche’ confessasse di essere un terrorista. «Sono stato appeso al soffitto come bestiame destinato al macello, a testa in giù, piedi in aria, le mani legate dietro la schiena, esposto a scosse elettriche su tutto il corpo, soprattutto alla testa, per indebolire il mio cervello... Anche quando non ero torturato, venivo lasciato per lunghi periodi nelle camere di tortura, perchè udissi le urla degli altri, i loro gemiti, per farmi crollare psicologicamente... Venivo  legato ad un materasso intriso d'acqua e collegato a macchinari elettrici».


Le prime indagini della Procura di Milano stabilirono con prove schiaccianti che la CIA orchestro’ e organizzo questo sequestro. Nel dicembre 2005 la stessa Procura emise 22 mandati di cattura contro altrettanti agenti statunitensi.
Dato che questi erano ormai riparati negli Stati Uniti, venne inoltrata all’allora Ministro Guardasigilli Roberto Castelli la richiesta di estradizione, che il governo Berlusconi, il 12 aprile 2006 respinse, accusando a sua volta i magistrati milanesi di “antiamericanismo”.


Nel luglio 2006, accertate le pesanti e dirette responsabilita’ nel medesimo rapimento dei servizi segreti italiani (SISMI), vengono arrestati alti funzionari dei medesimi e messo in stato d’accusa lo stesso direttore Niccolo’ Pollari.
Il 20 luglio la Procura milanese riattiva la richiesta di estradizione (non piu’ 22 agenti CIA coinvolti ma 26) precedentemente bloccata e resipinta da Castelli.

 
E’ intollerabile che a sei mesi di distanza da questa notifica il Ministro della Giustizia Clemente Mastella e il governo presieduto da Romano Prodi non abbiano ancora risposto alla richiesta dei magistrati milanesi. Questo silenzio avvalora il sospetto che anche questo governo, pur di rispettare relazioni di sudditanza verso la tracotante amministrazione Bush, non esita a calpestare lo Stato di diritto e a fare a pezzi il principio giuridico che la legge e’ uguale per tutti.
L’uscita di scena di Berlusconi non ha infatti attenuato l’intransigenza dell’amministrazione Bush.

 
Dopo aver seccamente rifiutato di consegnare all’Italia il militare USA Mario Lozano (l’assassino dell’agente Nicola Calipari), ha addirittura premiato la mente del sequestro di Abu Omar (l’allora capo della Cia in Italia Jef Castelli).
In occasione della visita del Ministro degli esteri Massimo D’Alema a Washington nel giugno 2006, Condoleezza Rice ha poi sfacciatamente difeso le numerose “extraordinary renditions” operate, non solo in quanto procedure contemplate nel Presidential Executive Orders number two del presidente Bush, ma in quanto sempre compiute con la collaborazione delle autorita’ europee.

 
Che il governo Berlusconi conoscesse le direttive americane e le abbia applicate in modo compiacente (anche in riferimento al sequestro di Abu Omar), e’ non solo opinione comune, e’ stato stabilito dalla stessa Commissione d’Inchiesta insediata al Parlamento europeo e presieduta dal portoghese Coelho, la quale e’ giunta a questa conclusione proprio ascoltando le testimonianze all’interno della CIA.


Con la presente i sottoscritti Le chiedono di ottemperare alla richiesta di estradare i 26 agenti Cia affinche’ possano essere processati e puniti ove il tribunale confermi le pesanti accuse a loro carico.
Ogni Sua ulteriore esitazione sarebbe un venir meno ai suoi doveri di Ministro, in quanto tale tenuto per primo a rispettare consolidate procedure giuridiche e significherebbe rendersi colpevole d’indulgenza verso quello che gli stessi magistrati hanno definito un gravissimo reato ai danni di Abu Omar nonchè un «crimine contro lo Stato italano».


Seguono le firme —————————— >>>>  

 

Invia la tua adesione a: estradare@email.it



 

JazakAllahukhayran al blog Antiamericanista

 


Vai a contemplarla, il vostro matrimonio sarą felice…
postato il 14/03/2007 alle 17:38 da FadlAllah
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Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e misericordia. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono

(Corano XXX. Ar-Rûm, 21)

 

La contemplazione della fidanzata

 

Tra le cose che allietano la vita coniugale riempiendola di gioia e di pace vi è il fatto di contemplare la fidanzata prima della domanda di matrimonio, per vedere se è bella – cosa che inviti l'uomo a sposarla – o se è brutta – cosa che lo allontani da lei.

 

E la persona seria non si impegna in qualcosa senza conoscerne gli inconvenienti. A'mash commentò: "Ogni matrimonio concluso senza aver precedentemente contemplato la fidanzata sfocia in qualche seccatura".

 

La Legge Islamica ha permesso tale contemplazione, anzi ha invitato ad agire in questo modo. Jâbir ibn 'Abdullah (radiAllahu 'anhu) riferì che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Colui tra voi che chieda in sposa una donna e possa vedere in lei ciò che lo inviti al matrimonio, che lo faccia". Jâbir (radiAllahu 'anhu) commentò: "Allora, quando sposai una donna della tribù di Salama, mi nascondevo e la contemplavo, finché vidi in lei ciò che mi invitò al matrimonio".

 

Abû Dâwûd riportò da Mughira ibn Shu'ba (radiAllahu 'anhu) che quest'ultimo aveva chiesto una donna in sposa. Il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) gli chiese allora: "L'hai vista?". Mughira gli rispose di no. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) gli disse allora: "Vai a contemplarla, il vostro matrimonio sarà felice". Cioè, la vostra intesa durerà. An-Nisâ'î, Ibn Mâjah e Tirmidhî riportarono questo hadîth; Tirmidhî lo classificò buono.

 

Abû Hurayra (radiAllahu 'anhu) riferì che un uomo chiese in sposa una donna degli Ansar; il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) gli chiese: "L'hai vista?". L'uomo rispose di no. Allora il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) gli consigliò: "Vai a contemplarla, gli occhi degli Ansar sono diversi[1]".

 

Ciò che si può contemplare

 

La maggior parte degli Ulamâ sono concordi sul fatto che l'uomo può vedere soltanto il viso e le mani della donna che chiede in sposa. Perché il viso indica la bellezza o la bruttezza del corpo, e le mani indicano la fertilità o la non fertilità.

 

Dâwûd disse: Si può guardare tutto il corpo.

'Uzâ'î disse: Si può guardare la pelle.

 

Gli ahadîth profetici non hanno specificato le parti del corpo che si possono contemplare, si tratta di frasi incondizionate, in modo tale che l'uomo che vada a contemplare la futura sposa raggiunga l'obiettivo di tale contemplazione.

 

'AbdurRâzik e Sa'îd ibn Mansûr avanzano la prova, riportando che 'Umar (radiAllahu 'anhu) aveva chiesto in sposa Umm Kulthum, la figlia di 'Alî (radiAllahu 'anhu), ma era preoccupato per la sua giovane età. 'Alî (radiAllahu 'anhu) gli disse allora: "Te la manderò, se ti piacerà sarà tua moglie". 'Umar (radiAllahu 'anhu) le scoprì allora la gamba, ed ella gli disse: "Se tu non fossi il Principe dei Credenti, ti avrei cavato gli occhi".

 

Se l'uomo va a vedere una donna, ed ella non gli piaccia, non deve disapprovarla per non nuocerle, può darsi che piacerà ad un altro.

 

La contemplazione dell'uomo

 

Tale regola vale per le donne così come per gli uomini. Dunque, è permesso anche alla donna di guardare l'uomo che la chieda in sposa, perché ella trovi in lui ciò che egli cerca in lei.

 

'Umar (radiAllahu 'anhu) disse: "Non date le vostre figlie come spose a uomini brutti, esse devono trovare in loro ciò che gli uomini cercano in esse".

 

Come conoscere i caratteri

 

Lo sguardo può distinguere tra la bellezza e la bruttezza, mentre per ciò che riguarda il carattere e la morale, tali cose non si conoscono se non mediante la descrizione.

 

Allora, si può chiedere a chi frequenta abitualmente la futura sposa, alle sue vicine o a delle persone di fiducia, come sua madre e sua sorella, di descriverla.

 

Il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) inviò una volta Umm Sulaym (radiAllahu 'anha) a far visita ad una donna, perché gliela descrivesse, e le raccomandò: "Guardale bene le gambe e annusa il suo collo (secondo un'altra versione: il suo alito)". Ahmad, Hâkim, Tabaranî e Bayhaqî riportarono questo hadîth.

 

Ghazalî commentò nell'Ihyâ':

 

Non si deve chiedere di descrivere la sua morale e la sua bellezza se non ad una persona perspicace, onesta, esperta in ciò che è visibile e in ciò che è nascosto, che non abbia un'eccessiva inclinazione per lei, affinché non esageri nei complimenti, ma che al contempo non sia gelosa, per non esagerare nel descriverne i difetti, poiché la natura umana tende all'esagerazione in ciò che concerne il matrimonio e la descrizione delle donne – rarissime sono le persone veridiche e oneste in proposito, l'imbroglio e la seduzione prendono quasi sempre il sopravvento. La precauzione è allora molto importante, per colui che abbia timore di guardare direttamente una donna che non gli appartenga.

 

Il divieto di isolarsi con la fidanzata

 

È vietato isolarsi con la fidanzata, che è harâm per il promesso sposo finché il contratto di matrimonio sia un fatto compiuto.

 

La Shari'ah non autorizza altro che lo sguardo, dunque l'isolamento resta proibito, poiché se l'uomo e la donna rimangono da soli non ci si può assicurare che non commettano ciò che Allah ('azza waJalla) ha proibito.

Se la donna è accompagnata da un uomo della sua famiglia, con cui sia illecito il matrimonio (mahram), allora è permesso che stia col futuro sposo, poiché la presenza del parente di lei impedisce evidentemente di commettere l'adulterio.

 

Jâbir (radiAllahu 'anhu) riferì che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Colui che creda in Allah e nel Giorno Ultimo non si isoli con una donna (estranea) senza che vi sia con lei un uomo che le sia illecito come marito (mahram), poiché (altrimenti) Shaytân li accompagna".

 

'Amir ibn Abi Rabi'a (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Che l'uomo non si isoli con una donna che non gli sia lecita, senza (la presenza di) un uomo (mahram), poiché (altrimenti) Shaytân sarà il terzo (di loro)" (riportato dall'Imâm Ahmad).

 

Il pericolo insito nel trascurare tale divieto:

 

Molta gente trascura tale divieto, permettendo alle proprie figlie o alle parenti di frequentare il proprio fidanzato, di isolarsi con lui senza alcun controllo e di uscire da soli senza nessuno che li sorvegli.

 

Ciò all'opposto di gruppi estremamente severi, che impediscono al ragazzo che chieda la mano di una ragazza di vedere la promessa sposa, esigendo che accetti e firmi il contratto di matrimonio, per non vedere la sposa fino alla prima notte di nozze. In seguito a questo comportamento, l'incontro tra i due può condurre a sorprese inattese, problemi di cui non si era tenuto conto, e che sfociano nella separazione della coppia…

 

Altri ancora, si accontentano di mostrare la fotografia della loro figlia. Questa foto in realtà non significa nulla e non è adatta a rassicurare il promesso sposo, poiché non espone la verità in maniera precisa.

 

Il modo migliore di agire è quello spiegato dettagliatamente dalla Legge Islamica, che riconosce a ciascuno dei due sposi il diritto di vedere l'altro, e di accettarlo o rifiutarlo, tuttavia evitando l'isolamento dei due, come protezione per la dignità e la virtù.

 

estratti dal Libro del Matrimonio

dal "Fiqhu-s-Sunnah"

(Le Regole della Legislazione Islamica

illuminate dalla Tradizione Profetica)

 

di Sayed Sabiq

 


[1]  È riportato che gli occhi degli Ansâr fossero piccoli o cisposi


Scegliete colei che č affettuosa e feconda…
postato il 14/03/2007 alle 17:31 da FadlAllah
[permalink]

 

Allah vi ha dato spose della vostra specie, e da loro vi ha dato figli e nipoti e vi ha concesso le cose migliori. Crederanno al falso e disconosceranno la benevolenza di Allah?

(Corano XVI. An-Nahl, 72)

 

 

La scelta della Sposa

 

La donna è la quiete e il conforto dell'uomo, è la sua compagna, la sua casalinga, la madre dei suoi figli, il rifugio pericoloso del suo cuore e la chiave dei suoi segreti.

 

È il pilastro più importante all'interno della famiglia, poiché è colei che partorisce, e da lei i bambini ereditano il buon carattere, nel suo seno l'affetto del bambino si forma, le sue competenze fioriscono e la sua lingua si scioglie. Accanto alla madre, il bambino apprende la religione, i riti e le abitudini, e si adatta al comportamento sociale. Per tutti questi motivi, l'Islâm accorda grande importanza alla scelta della sposa pia, e l'ha resa la più grande gioia a cui si debba aspirare e desiderare.

 

Ora, la pietà non è altro che la conservazione della religione, l'attaccamento alle virtù, il rispetto dei diritti dello sposo e la salvaguardia dei bambini. È ciò di cui si deve tenere conto.

Ogni altra apparenza della vita non viene considerata dall'Islâm, se sia spogliata dal bene, dalla virtù e dalla pietà.

 

Molta gente aspira ardentemente al possesso delle ricchezze (delle donne), alla bellezza seducente, al prestigio, alla famiglia d'origine della sposa e all'onore di cui godono i suoi genitori, senza preoccuparsi della perfezione delle anime e della buona educazione; ciò conduce ad un matrimonio amaro che sfocia in risultati nocivi.

 

Per questo, il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) ci ha messi in guardia dallo sposarci in questo modo. Disse infatti: "State in guardia contro Khadrâ' ad-Duman". Gli venne chiesto: "E cos'è Khadrâ' ad-Duman?" spiegò: "La donna di bella apparenza e di pessime origini".

 

Disse anche (pace e benedizioni di Allah su di lui): "Non cercate la bellezza nelle donne, che potrebbe peggiorarle, né la ricchezza, che potrebbe far superare loro i limiti; cercate quelle che siano pie. Una donna pia che abbia un difetto al naso o all'orecchio è meglio delle altre".

 

Egli (che Allah gli accordi la Grazia e la Pace) ci spiegò che colui che desideri il matrimonio con uno scopo diverso dalla costituzione di una famiglia e dal prendersi cura dei suoi affari, avrà il contrario di ciò che desiderava. Disse (sallAllahu 'alayhi waSallam): "A colui che si sposi con una donna desiderando il suo denaro, Allah non concederà che la povertà; a colui che si sposi con una donna desiderando la sua nobiltà, Allah non aggiungerà che la viltà; a colui che scelga una sposa per la decenza del suo sguardo, per preservare pudicamente i suoi organi sessuali o per i suoi legami di sangue, Allah benedirà l'una e l'altra cosa". Ibn Hibbân riportò questo hadîth nel libro Ad-Du'afâ', che contiene gli ahadîth deboli.

 

Ciò che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) voleva dire con questo divieto, è che il matrimonio non deve essere basato soltanto sui desideri mondani, poiché essi non elevano le circostanze dell'individuo, né gli donano grandezza.

 

L'essenziale di cui tenere conto è la disponibilità della religione e di una buona condotta morale, poi vengono le altre qualità verso cui tendono i desideri umani.

 

Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Si può sposare una donna per una delle quattro qualità seguenti: la ricchezza, la nobiltà, la bellezza o la pietà. Allora, scegli quella pia, perisca la tua fortuna (se agisci altrimenti)".

Questo hadîth è riportato da Bukhârî e Muslim.

 

La donna pia, è la donna gentile, obbediente, devota e fedele.

 

Disse anche (pace e benedizioni di Allah su di lui): "La migliore delle donne è quella che, quando la guardi, sei felice, se le ordini qualcosa ti obbedisce, se le fai giurare qualcosa ti risponde (favorevolmente) e se ti assenti preserva i tuoi beni e la sua persona" (riportato da Nisâ'î secondo una catena autentica).

 

Tra le qualità di cui è bene tenere conto quando si sposa una donna, vi è il fatto che appartenga ad una nobile discendenza, una famiglia nota per il suo carattere regolare, per la sua calma, che siano lungi da difetti psichici, poiché è meglio che sia predisposta alla tenerezza nei confronti dei suoi futuri bambini e che rispetti i diritti di suo marito.

 

Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) chiese in matrimonio Umm Hâni' (radiAllahu 'anha), ella si scusò dicendo di essere madre di molti bambini; il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) le disse allora: "La migliore delle pie Qurayshite è quella più affettuosa nei confronti del suo bambino piccolo, e quella che rispetta lo stato di suo marito se il suo guadagno è limitato". È naturale che la donna di nobili origini abbia dei bambini simili a sé.

 

Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "La gente è simile ai metalli, come l'oro e l'argento, quelli (di voi) che erano migliori nell'epoca preislamica sono migliori nell'Islâm se lo studiano e lo comprendono bene".

 

Tra i principali scopi del matrimonio vi è quello di avere dei figli, per questo è necessario che la donna sia feconda. Lo si può ipotizzare dal suo buono stato di salute e paragonandola ad altre donne della sua famiglia, come le sue sorelle e le sue zie paterne e materne.

 

Un uomo sposò una donna sterile, poi disse al Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam): "Oh Messaggero di Allah! Ho sposato una donna molto bella e di nobili origini, ma è sterile".

 

Allora il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) proibì un tale comportamento, dicendo: "Scegliete colei che è affettuosa e feconda, poiché supererò tramite voi il numero delle altre Comunità nel Giorno della Resurrezione".

 

La donna affettuosa è quella che cerca di piacere a suo marito e fa tutto il possibile per soddisfarlo.

 

L'uomo per sua natura ama la bellezza e sente nell'animo che gli manca qualcosa se tale bellezza è lontana da lui. Se riesce ad appropriarsene, allora si sentirà equilibrato e vi abbevererà il suo affetto e la sua felicità.

Per questo l'Islâm, parlando della scelta della sposa, ha considerato anche la qualità della bellezza.

 

Secondo un hadîth autentico: "Allah è Bello e ama la bellezza".

 

Mughira ibn Shu'ba (radiAllahu 'anhu) voleva sposare una donna (che ancora non aveva visto), lo raccontò al Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam), ed egli gli consigliò: "Vai a contemplarla, il vostro matrimonio sarà felice". Ossia il desiderio e l'intimità dureranno tra voi.

 

Allo stesso modo, il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) raccomandò ad un uomo che aveva sposato una donna degli Ansâr: "Vai a vederla, gli Ansâr hanno qualcosa negli occhi".

 

Jâbir ibn 'Abdullah (radiAllahu 'anhu) inviava delle donne a far visita a casa della donna che voleva sposare, perché controllassero che ella non avesse difetti. Diceva loro: "Annusale l'alito, le ascelle e guardale le gambe".

 

Sarebbe meglio che la donna sia vergine, poiché in questo caso sarà innocente e ingenua e non avrà conoscenza degli uomini; il legame con lei sarà più forte e il suo amore per il marito sarà maggiore. Come si dice: l'amore non è che per il primo amante.

 

Quando Jâbir ibn 'Abdullah (che Allah si compiaccia di lui) si sposò con una divorziata, il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) gli chiese: "Perché non hai scelto una vergine, per potervi divertire insieme?". Jâbir (radiAllahu 'anhu) gli spiegò allora che suo padre era morto lasciando le sue sorelline orfane; avendo bisogno di una moglie che si occupasse di loro, egli aveva scel